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Martínez e pochettino: dubbi e speranze a un passo dal mondiale

Il sorriso di Roberto Martínez, sornione dopo la netta sconfitta contro il Portogallo, celava forse un velo di preoccupazione. La nazionale statunitense, a poche settimane dall'inizio del Mondiale casalingo, non ha brillato, e le parole evasive del tecnico argentino non fanno che acuire l'incertezza. Ma è davvero tutto perduto per la USMNT?

Un'analisi a freddo: dettagli che costano caro

Le due sconfitte contro Belgio e Portogallo, con un passivo complessivo di 7-2, lasciano l'amaro in bocca. Pochettino, il selezionatore americano, non ha dubbi: si tratta di “piccoli dettagli”, errori momentanei che hanno permesso agli avversari di capitalizzare. Ma la verità è che, al di là delle scuse, la squadra statunitense appare ancora indietro rispetto alle potenze calcistiche europee. La mancanza di giocatori di livello mondiale, quella che Pochettino non ha esitato a definire una realtà ineludibile – “Il Portogallo e il Belgio hanno alcuni tra i migliori 100 giocatori al mondo, noi non ne abbiamo” – è un fardello pesante da portare.

Il tecnico ha tentato di variare i moduli, passando da un 3-5-2 a un 4-3-3, ma senza trovare la quadra giusta. La difesa, in particolare, ha mostrato fragilità evidenti, con un'incapacità di proteggere la propria area di rigore che ricorda i precedenti insuccessi contro Canada e Turchia. L'utilizzo di Christian Pulisic come unica punta, una scelta inusuale per un giocatore che ha sempre ricoperto il ruolo di ala, non ha prodotto i risultati sperati, sebbene il talento del giocatore sia innegabile.

Il valore dell

Il valore dell'organizzazione: la chiave per il sogno

Nonostante le difficoltà, Pochettino non perde la speranza. “Sono più positivo ora che prima”, afferma, sottolineando l'impegno e la competitività mostrata dalla squadra. La chiave, a suo dire, risiede nell'organizzazione e nella capacità di sfruttare al meglio le proprie potenzialità. “Dobbiamo sognare”, esorta, consapevole che per competere con le grandi potenze calcistiche del pianeta, gli Stati Uniti dovranno essere impeccabili in ogni aspetto del gioco.

Un barlume di speranza si intravede nel tandem McKennie-Tillman, capace di creare movimento e generare occasioni in zona offensiva. Chris Richards e Auston Trusty hanno dimostrato una maggiore solidità difensiva rispetto a Ream e McKenzie, mentre Matt Freese si è confermato il portiere di riferimento per la sua affidabilità. Questi piccoli segnali, però, non bastano a dissipare i dubbi.

L'ironia della sorte: mentre il Messico, privo di diversi elementi chiave a causa di infortuni, è riuscito a strappare pareggi importanti contro le stesse squadre che hanno travolto gli Stati Uniti, la USMNT continua a navigare in acque agitate. La competizione nel girone, con Australia e Paraguay pronte a insidiare il primato, si preannuncia spietata.

Il Mondiale in casa rappresenta un'opportunità unica per i giocatori americani per lasciare un segno indelebile nella storia del calcio. Se sapranno trasformare le difficoltà incontrate in questa fase di preparazione in una forza trainante, forse, potranno davvero sognare in grande. Ma la strada è ancora lunga e irta di ostacoli. La verità, al di là delle promesse e degli auspici, è che questo ciclo di partite di preparazione ha lasciato più domande che risposte.