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Menezes si nasconde dietro la statistica: il peru non vince da 10 partite

Il Peru ha buttato altri due punti nel cassetto dei rimpianti. All’Estadio Carlos Tartiere di Oviedo, la bicolor ha chiuso sull’2-2 contro l’Honduras dopo essere andata in vantaggio al 93′. Un’inezia, un titillo di vittoria, sparita nel vento di un calcio d’angolo mollato all’ultimo respiro. Dieci partite ufficiali senza successi. Il numero è tondo, come una gola che si stringe.

Menezes: «il calcio si paga sul campo, non sul foglio»

L’allenatore brasiliano, ingiallito dalle luci della sala stampa, ha cercato di tamponare la ferita con i dati: «Abbiamo avuto il 63% di possesso palla e otto tiri nello specchio». Poi ha mollato la frase che suona come una resa: «La prima vittoria dopo una sequenza così lunga costa cara. Oggi abbiamo pagato il conto». Ha ragione, ma il conto è salato: zero vittorie in dieci mesi, gol subiti all’ultimo respiro in tre delle ultime cinque uscite.

Il Peru è una squadra che corre ma non chiude. Nel finale ha concesso l’ennesimo spazio a Darlin Mencía, autore del 2-2 al 94′. «Abbiamo perso lucidità fisica», ha ammesso Menezes, «e loro hanno puntato sul lancio lungo, ripetuto all’infinito». Tradotto: la difesa ha barcollato, il centrocampo ha smesso di pressare, il forcing catracho ha trovato il buco. Una scena già vista, troppo spesso.

Spagna all’orizzonte: «non ci regalerà nulla»

Spagna all’orizzonte: «non ci regalerà nulla»

Ora la prospettiva si fa fosca. A giugno arriva la Spagna, candidata al titolomondiale. Menezes non ha usato mezzi termini: «Affrontare la Roja significa correre dietro al pallone per novanta minuti. Senegal ci ha già mostrato cosa succede quando il gap tecnico si allarga». Il ct sa che il sorteggio non concede tappe di riposo: prima un avversario ancora ignoto, poi la furia roja. Due esami che rischiano di trasformare la bicolor in cavia.

Il problema è la rosa. Menezes ha abbassato l’età media (da 29,4 a 26,7 anni), ma qualche titolare continua a giocare per seniority più che per forma. Il pressing alto funziona solo se la gamba gira a 38°C, non a 34. I dati InStat consegnano un dato impietoso: negli ultimi 15′ il Peru perde il 42% dei duelli aerei. Un dettaglio che diventa gol nel tempo recupero.

La federazione peruviana ha blindato il tecnico fino a dicembre, ma le voci di un esonero anticipato circolano già tra i corridoi di la Videna. Il contratto prevede una clausola rescissoria da 1,2 milioni di dollari: cifra alta per un’FPF che ha tagliato il budget del 18% rispetto al ciclo precedente. Insomma, o Menezes trova la vittoria o dovrà pagare lui il prezzo della crisi.

Intanto i tifosi hanno già aperto il conto alla rovescia: mancano 60 giorni alla Copa América 2024. Se la bicolor non scaccia il fantasma del pareggio, il viaggio negli Stati Uniti rischia di trasformarsi in una passerella di addii. Il Peru ha bisogno di tre punti, non di lezioni tattiche. Il tempo, come il pallone entrato al 94′, scappa via.