Messi, la lezione imprevista di de la fuente: ‘non lo marcchiamo, ma lo osserviamo’

Un’aneddoto sorprendente emerge dal colloquio con Luis De La Fuente, tecnico della Spagna, in vista della finale del Mondiale. Un dettaglio che potrebbe ribaltare le strategie di gioco contro l’Argentina.

La confessione di un passato da allenatore

La confessione di un passato da allenatore

Il tecnico spagnolo, durante un’intervista rilasciata in esclusiva, ha raccontato un episodio risalente al 2004, quando era ancora allenatore della Primavera di Siviglia. Un incontro fortuito con un giovanissimo Lionel Messi che ha gettato ombre sul suo approccio tattico per la partita più importante della carriera.

De La Fuente ammise che, inizialmente, l’intenzione era di ‘man-marker’ il talento argentino, ma la realtà, in campo, si rivelò completamente diversa. Un errore tattico clamoroso, come ammette lui stesso, che gli costò immediatamente l’estrazione del giocatore.

“Messi ha segnato quattro gol in 15 minuti dopo che avevamo tolto il marcatore”, racconta con un sorriso ironico. È un monito che, a quanto pare, il tecnico spagnolo non intende dimenticare. L’attenzione, dunque, non sarà rivolta a isolare la stella argentina, ma a studiarne ogni mossa, ogni passaggio, ogni accenno di genio.

“Lamine Yamal è l’equivalente spagnolo di Messi, ma non possiamo replicare quel talento”, ha dichiarato De La Fuente, sottolineando l’unicità del giocatore argentino. Un’affermazione che mette in luce la sfida che attende la squadra di Spagna: affrontare una squadra che, secondo il tecnico, è capace di ‘footballing weapons’ di altissimo livello.”

Nonostante le provocazioni e le aspettative, De La Fuente ha ribadito che l’obiettivo principale è ‘essere nella posizione di vincere’. Un approccio pragmatico, che antepone la competizione all’ostentazione. E, infine, ha espresso la sua preoccupazione per l'organizzazione dell’evento Fifa a Manhattan, definendola ‘surreale’ e un vero e proprio incubo logistico.