Un morto sull'eisenhower: l'i-290 divora un'auto e chiude la città
Alle 2:16 di domenica mattina l’asfalto dell’Eisenhower Expressway ha smesso di essere una strada per diventare un cpunto nero. Tre vetture si sono scontrate all’altezza di 1st Avenue, sul confine tra Maywood e Forest Park: un impatto così violento da aprire un cratere di luce lampeggiante sulle corsie inbound.
Il bilancio è di un morto. La polizia dell’Illinois non ha ancora diffuso nome né età, ma il silenzio che ha accompagnato il recupero del corpo parla più di ogni comunicato. Per quasi cinque ore le tre corsie di sinistra verso Chicago sono rimaste sigillate da un nastro giallo che, agli occhi dei pendolari, sembrava un muro di gomma.
La coda fantasma che ha svegliato l’ovest
Mentre i soccorritori operavano, il traffico è stato deviato su vie secondarie mai pensate per assorbire un flusso notturno. Risultato: Forest Park ha registrato un picco di 43 % di inquinamento acustico rispetto alla media domenicale, secondo i sensori municipali. Nessuno lo racconta, ma i residenti di Madison Street hanno sentito il boato del motore di un pick-up che, privato dell’autostrada, ha sfrecciato a 90 miglia orarie tra i semafori.
Alle 7:02 le barriere sono state rimosse e l’I-290 ha ripreso a inghiottire auto come se nulla fosse. Il manto, però, conserva ancora le scarpe di gomma lasciate dall’ABS di chi ha frenato troppo tardi: un’impronta che durerà fino al primo nubifragio.
L’indagine è affidata alla squadra crash reconstruction dell’ISP. Fonti interne dicono che almeno uno dei veicoli — un SUV Hyundai Santa Fe immatricolato in Indiana — viaggiava a velocità “significativamente superiore” al limite di 55 miglia. Il nastro di sicurezza estratto dalle telecamese di sorveglianza mostra il SUV che cambia corsia senza indicatore, un taglio netto che ha costretto una Toyota Camry a tamponare il guard-rail prima di girare su sé stessa.
Il terzo mezzo, una Sprinter di un corriere Amazon, ha subito danni di carrozzeria ma l’autista — un uomo di 38 anni di Bolingbrook — è rimasto illeso. I pacchi, però, si sono sparsi sull’asfalto come tessere di un domino impazzito: tra di essi anche 120 kit per test Covid-19 scaduti a dicembre, un dettaglio che qualcuno già definisce “l’ironia della catena di fornitura”.

Il prezzo di un’autostrada che non perdona
Lo scorso anno l’I-290 ha registrato 1.317 incidenti con 12 morti sul solo tratto tra Hillside e Downtown. È un numero che la polizia definisce “stabile”, ma che per chi percorre quell’arteria ogni mattina suona come una minaccia doppia: la statistica e la sorte.
L’assenza di un centro di controllo dinamico — le famose barriere a tariffa variabile che a Milano chiamano “caselli intelligenti” — rende l’Eisenhower un serbatoio di velocità e sonnolenza. Domenica scorsa la temperatura era di 4 °C: abbastanza da formare veli di ghiaccio nelle fessure dell’asfalto, non abbastanza da giustificare il manto antighiaccio. Così l’autostrada è diventata un pattino.
Il governatore Pritzker ha promesso 12 miliardi per la rete statale, ma il progetto di riqualificazione dell’I-290 — il cosiddetto “Central Tri-State” — è ancora in fase di valutazione ambientale. Tradotto: prima del 2028 non si muoverà un bulldozer.
Intanto, domenica prossima, le stesse corsie riapriranno all’alba per un altro flusso di SUV, furgoni e auto di servizio. Il sangue sull’asfalto è già stato lavato via da un camion cisterna, ma l’odore di gomma bruciata resta appeso all’aria come un promemoria: su questa strada, la velocità è un contratto a tempo determinato.
La polizia chiede testimoni: chiunque abbia ripreso il crash con dash-cam o smartphone può inviare il file all’indirizzo [email protected]. Il silenzio, però, è già tornato a regnare sull’Eisenhower. E il traffico, come ogni lunedì, ricomincerà a contare i morti al chilometro.
