Un tiro da dietro l'arco e la follia esplode: uconn fa fuori duke all'ultimo respiro
Un silenzio di 20.000 polmoni, poi il rimbalzo di Silas Demary Jr. e un pallone che finisce tra le mani di Braylon Mullins a 12 metri dalla nave. Due passi in avanti, polso che si alza, rete che ondeggia. Washington esplode, UConn è a Indianapolis e Dan Hurley può finalmente urlare: «Questo è March Madness, maledizione».
Il -19 che non ha spaccato niente
A metà primo tempo Duke guidava 44-25. Sembrava una lezione di anatomia: i Blue Devils smontavano pezzo per pezzo i campioni in carica. «Invece nello spogliatoio non c’era un’aria da funerale», racconta Hurley a CBS Mornings. «C’era gente che bestemmiava, altri che ridevano. Frustrazione sì, ma anche la certezza di avere ancora 20 minuti per inventare qualcosa».
Lo ha fatto con un parziale 14-0 all’inizio del secondo tempo, con un’altra difesa che ha costretto Duke a 7 turnover nei primi 8 minuti dopo l’intervallo. E, soprattutto, con Mullins: 0/3 da tre prima della bomba finale, ma con il permesso di tirare scritto nella pelle. «Quando la palla gli è arrivata in corsa, non ha avuto il tempo di pensare», spiega Hurley. «Ha solo sentito il tabellone che diceva 2” e la linea dei 7,50 m che per lui è un tiro da dentro casa».

La nuova era dei huskies
È la terza Final Four in quattro anni per UConn, record che nessun altro programma può vantare nel periodo post-pandemia. Ma questa volta il roster è diverso: cinque freshmen nel rotation, 11 partite decise da un possesso e un bilancio di 4,3 milioni di dollari di NIL (Name, Image, Likeness) distribuiti secondo fonti interne al dipartimento atletico. «Non siamo più i bulli che schiacciano tutti», ammette Hurley. «Siamo diventati artigiani del recupero».
Domenica prossima a Indianapolis troveranno Illinois, Arizona e Michigan. Nessuna testa di serie 1 è sopravvissuta. «Perfetto», sorride il coach. «Così nessuno può dire che ci hanno regalato nulla».
Il tiro di Mullins vale 1,3 milioni di dollari di gettito televisivo aggiuntivo per la NCAA, secondo stime di Navigate. Per Hurley vale un contratto da 7 milioni l’anno che firmerà l’estate prossima. Per il resto di noi vale l’ennesima prova che in marzo il pallone da basket obbedisce solo al cuore.
