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Uzbekistan fa bottino pieno: batte il venezuela ai rigori e sogna il mondiale

Zero gol in novanta minuti, poi cinque palloni infilati nella retina con il freddezza di un chirurgo. L'Uzbekistan piega il Venezuela 5-4 ai calci di rigore e, mentre Tashkent esulta, inizia a scrivere la sceneggiatura del suo esordio nella Coppa del Mondo 2026.

Il portiere contreras para tutto, ma non basta

Al minuto 63 José Contreras vola sulla sua sinistra e nega la gioia a Khusanov. Al minuto 85 si rialza da terra con il muscolo della mano destra che pulsa, ma blocca ancora. Il Venezuela, privato del gol, trascina il match ai rigori. Lì, però, l'errore di Carlos Sosa apre la porta a Iskandevov, Temirov, Ashuvmatov, Shukurov e Mozgovoy: cinque serial killer dal dischetto che regalano alla FIFA Series una vittoria simbolo.

Il risultato vale doppio: è successo all'Uzbekistan, paese che sta trasformando il proprio nome in un sinonimo di ospitalità sportiva. Dopo il Mondiale di futsal 2024 e a due anni dal torneo Under-20 che dividerà con l'Azerbaigian, Tashkent usa questi match come banco di prova per infrastrutture, sicurezza, accoglienza. Mukhammad Sodik Sadik-Akhunov, capo del dipartimento competizioni della federazione locale, non usa mezzi termini: «Ogni evento è un test a tempo di record. Superiamo l'esame, poi pensiamo al grande palcoscenico».

Khusanov, il mancino del city, vola a mexico city

Khusanov, il mancino del city, vola a mexico city

Abdukodir Khusanov, terzino sinistro del Manchester City, lascia il campo con la maglietta fradicia e gli occhi già puntati sul 17 giugno 2026. Quel giorno, allo stadio Azteca di Città del Messico, l'Uzbekistan esordirà nella Coppa del Mondo contro la Colombia. Il ragazzo che ha imparato a chiudere gli spazi in Premier partirà titolare con l'aria di chi ha già vinto qualcosa: il trofeo della FIFA Series, appena conquistato, è il primo trofeo internazionale della nazionale in un torneo FIFA. Nessun albo d'oro, ma la sensazione che la storia sia appena cominciata.

La tabella parla chiaro: nove gruppi, nove sedi, un unico obiettivo – rodare organizzazione e squadre a cinque mesi dal via ufficiale. Per l'Asia centrale è un assaggio di ciò che verrà. E mentre il Venezuela riparte con l'amaro in bocca, in Uzbekistan si contano già i giorni che separano dal calcio d'inizio del 2026. La strada è tracciata: dal rigore di Mozgovoy al fischio d'inizio del Mondiale, il tempo stringe e le aspettative crescono. Il pallone, ora, è dalla parte di Tashkent.