Il romantismo diventa fiamma: beisembayev incendia cardiff con schubert, chopin e liszt

Cardiff — Alim Beisembayev sale sul palco del Dora Stoutzker Hall con l’aria di chi ha già vinto tutto. A 23 anni il pianista kazako ha conquistato il Leeds 2021, ma stavolta non c’è giuria: solo trenta anni di musica, un crescendo di passione e il silenzio che si spacca sotto le dita.

Schubert apre la ferita

I Moments Musicaux scorrono piano, quasi un sussurro. Beisembayev non forza mai: lascia che la modulazione fra maggiore e minore faccia il suo lavoro, come un coltello che entra di lato. Nel terzo e quinto momento in fa minore il dolore è già lì, pronto a esplodere. È lo stesso fa minore che tornerà nella Fantaisie op. 49 di Chopin, dove il pianista traccia un arco melodico così lungo da sembrare un respiro unico. Le scale cromatiche non sono ornamentiche: sono lacrime che si asciugano al volo.

Il suo tocco è contenuto, la giacca rigida, ma l’spilla sul revers luccica come una promessa. Quando Schumann definì Chopin «cannoncini nascosti tra i fiori», forse non immaginava un interprete che spara quei fiori come shrapnel.

Liszt scatena l’inferno

Liszt scatena l’inferno

Intervallo. Poi il Sentimento in si minore. Il tritone, il diabolus in musica, risuona come un colpo di pistola in chiesa. Beisembayev non si limita alla virtuosité: gestisce il caos come un direttore d’orchestra di un’Apocalypse Now. I silenzi non sono pause, sono crateri. Quando la tempesta si placa e la melodia torna a galla, il paragone con Debussy — offerto come bis — è un balsamo che cola nel 1900. L’acqua è diventata vapore, ma il fuoco resta.

Cardiff applaude in piedi. Non per il trionfo di un concorso, ma per la prova che il romanticismo non è un reperto: è una dinamite che esplode ogni volta che qualcuno decide di suonare davvero.