storia

A 101 anni bea rivede il cielo: 'senza di noi, le donne, la guerra l'avremmo persa'

Beatrice Beck ha 101 primavere, un cognome che suona come un tamburo e ancora negli occhi la scintilla degli hangar di Burbank. Nel '43 infilava i rivetti sulla pelle del B-17 mentre Hitler pensava di vincere. Oggi, da Nevada City, guarda il cielo della Sierra e dice: «Io c'ero. E senza le nostre mani, quella guerra l'avrebbe vinta un altro».

Il minnesota, 18 fratelli e una scuola con un solo maestro

È nata in una fattoria di Wabasha, Minnesota, dove le mucche erano più numerose dei vicini. Il padre contava i figli come i capi di bestiame: diciotto. Il latte la mattina, i compiti su un banco di legno, la polvere del Grande Depressione che entrava dalle fessure. «Quando torno laggiù adesso non trovo più nessuno», sussurra con la voce che si spezza solo sul finale. Il fratello Johnny parte per l'addestramento in California e lei, appena diplomata, lo segue. Vuole solo scappare dal fango. Trova l'acciaio.

Lockheed Martin, stabilimento di Burbank. Lei ha 21 anni, i capelli sotto il fazzoletto a pois, il trapano pneumatico che vibra come un motore V12. Monta cablaggi nell’abitacolo dei piloti che poi voleranno su Berlino. «Il mio cantiere produceva aeroplani a una velocità che gli esperti giuravano impossibile», racconta. Accanto a lei altre donne, un esercito di grembiuli blu. Tra i pochi uomini c’è un certo Clyde, detto “Sandy”, che sistema i pannelli sul Bombay rack. Si guardano, si sorridono sotto le maschere antigas. Il 20 novembre 1945 si sposano a St. Finbar, campane e nebbia di Los Angeles.

Il medaglietto che non è riuscita a ricevere di persona

Il medaglietto che non è riuscita a ricevere di persona

Nel 2009 il Congresso consegna la Medaglia d’Onore alle “Rosie the Riveter”. L’invito arriva anche a Bea, ma le ginocchia non le permettono il viaggio. Le mandano una replica dorata: la tiene sul caminetto, accanto alla foto in bianco e nero dove indossa la tuta da lavoro. «Non ho fatto niente di eroico», dice. «Ho solo stretto bulli per 44 anni, fino al 1987, quando han chiuso il mio reparto».

Sua figlia Sandy, 72 anni, ascolta e corregge: «Se quelle mani non stringevano, i bombardiere non volavano. E se non volavano, la storia cambiava». La casa di Nevada City profuma di pane alla cannella e cedro. Fuori, il cielo è limpido, perfetto per un decollo. Bea chiude gli occhi: «Il mio B-17 è ancora lassù, qualche parte di me continua a volare».