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Dopo 80 anni un soldato americano torna a casa: il dna ha scoperto bennett h. waters

Il 9 gennaio 1945 il soldato Bennett H. Waters moriva affamato e infettato nella stiva dell’Enoura Maru, nave-prigione giapponese ancorata davanti a Taiwan. Ottant’anni dopo, un microscopio e un campione di saliva hanno finito il viaggio che lui non poté mai completare: riportare il suo nome sulla lapide di Blackshear, Georgia, e sulla pelle di una nipotina che non ha mai conosciuto.

Il primo affondamento non lo uccise

La Storia comincia il 14 dicembre 1944 nel porto di Subic Bay, Filippine. Un bombardiere alleato, ignaro che nella stiva dell’Oryoku Maru ci fossero 1.619 prigionieri di guerra americani, centra la nave e la affonda. Waters, 26 anni, 17th Bombardment Squadron, sopravvive nuotando tra i cadaveri. I giapponesi lo trasbordano sull’Enoura Maru. Due settimane dopo, un secondo attacco aereo trasforma quella nave in un ospedale galleggiante di gangrena e tifo. Qui muore, senza nome, senza croce.

Quando l’American Graves Registration Command scava una fossa comune sull’isola di Taiwan, recupera 311 scheletri impossibili da identificare con la tecnologia del 1946. I resti vengono trasferiti al National Memorial Cemetery of the Pacific ad Honolulu e catalogati come “Unknown X-2857”. Per tre generazioni la famiglia Waters riceve solo una lettera: “Missing in action, presumed dead”.

Il laboratorio che ha fatto tremare i registri militari

Il laboratorio che ha fatto tremare i registri militari

Nel 2022 il Defense POW/MIA Accounting Agency decide di riesumare tutti gli “Unknown” collegati al naufragio dell’Enoura Maru. Centinaia di scatole di ossigeno a -20 °C, seghe a lama di diamante, pipette che aspirano 20 microlitri di polvere ossea. Il protocollo è semplice: estrarre il mitocondrio, confrontare l’haplogroup con il database Familias, chiudere il cerchio. Il 3 marzo 2025 il software scatta: il profilo genetico di X-2857 coincide con il 99,97 % di una nipote di Savannah che aveva donato il proprio DNA dieci anni prima, quasi per disperazione.

La rosetta bronzea accanto al nome di Waters al Manila American Cemetery è già pronta. Il funerale, con onori militari, si terrà a Blackshear entro l’estate. Il sindaco ha ordinato di esporre la banda a stelle e strisce sullo stesso palo dove nel 1942 la madre di Bennett issò il primo Blue Star, quando ancora non esistevano i Gold.

Il conto, però, resta aperto: 72.000 soldati americani sono ancora “unaccounted” dalla Seconda guerra mondiale. Il laboratorio del DPAA ha appena chiuso una Storia, ma ha aperto un’altra domanda: quante altre madri possono ancora vedere arrivare un ferroviere in divisa con la banda sul braccio e una scatola di metallo che pesa 2,7 chili?