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La caccia a dezi freeman finisce in un garage: morto il 'sovrano' che uccise due poliziotti

Sette mesi di caccia, centinaia di uomini, elicotteri e cani. Poi un container-caravan a Walwa, un assedio, un colpo di fucile. dezi freeman – il fotografo di Porepunkah che si autoproclamava «cittadino sovrano» e odiava i poliziotti «più del veleno» – è stato ucciso dalla polizia del Victoria all’alba di lunedì. In tasca aveva ancora il mitra con cui il 26 agosto scorso aveva trucidato in cold blood il detective Neal Thompson e il senior constable Vadim De Waart-Hottart, ferendone gravemente un terzo. L’Australia, che aveva visto il suo più grande dispiegamento tattico, può chiudere il dossier. Ma non la ferita.

Il volto dietro la barba: un «sovrano» cresciuto nel disprezzo

Fotografo di paesaggi alpini, barba bianca e occhi gonfi di furore: Freeman, 56 anni, viveva in un bus dismesso con la moglie e due figli, allevava galline e pubblicava pamphlet su «come non pagare mai più una multa». Nei podcast di pseudodiritto del 2019 spiegava che le leggi australiane «non si applicano a chi ha firmato con il sangue la propria sovranità». Tradotto: tasse zero, patenti zero, rispetto zero. I vicini lo ricordano mentre bloccava il passaggio con catene e cartelli «Zona militare: entrare a rischio vita». Già nel 2018 A Current Affair lo mostrava mentre gridava a un magistrato: «Siete tutti impostori, vi arresto io».

La fedina penale, però, non era così leggera come raccontava lui: trent’anni di denunce, resistenza a pubblico ufficiale, minacce, rifiuto di sottoporsi ai test. Un crescendo che aveva trasformato l’ossessione in ideologia e l’ideologia in progetto di guerra.

L’imboscata del 26 agosto: un piano scritto nel bosco

L’imboscata del 26 agosto: un piano scritto nel bosco

Quando dieci agenti si presentarono con un mandato di perquisizione, Freeman sapeva che il bosco di Mount Buffalo era la sua unica vera alleanza. Aprì il fuoco dal retro del bus, colpì i primi due uomini alla gola, il terzo al torace. Poi scappò con un fucile semiautomatico, scatolette di carne e la carta stradale laminata che conservava da ragazzo. Le squadre tattiche trovarono trincee, grotte, perfino una baita con le mura interne rivestite di alluminio per schermare i termoscanner. Per mesi l’intera area fu sorvolata da droni con telecamere a raggi infrarossi; i bushwalker furono invitati a tenersi lontani dai sentieri del Cathedral Range. Il costo dell’operazione supera i 30 milioni di dollari. Nessuno lo vide. Fino a lunedì.

L’ora finale: quando il «re» rifiutò di arrendersi

L’ora finale: quando il «re» rifiutò di arrendersi

L’allerta è scattata alle 5.43: un residente di Walwa, a cento chilometri dal luogo della strage, nota luci intermittenti in un campo abbandonato. La struttura è un ibrido tra container marino e caravan: lamiere ondulate, pannelli solari grezzi, antenna HF. Negoziatore, luci accecanti, megafono: «Dezi, esci con le mani in alto». Rispose un colpo di pistola. Alle 8.37 l’assalto, un solo proiettile letale al torace. «Gli avevamo dato la possibilità di arrendersi», ha detto il chief commissioner Mike Bush, «non l’ha voluta».

Adesso la polizia vuole sapere chi lo ha nascosto, chi gli ha portato cibo, chi gli ha fornito benzina per il generatore. «È impossibile sopravvivere sette mesi senza una rete», ha spiegato Bush. Le ipotesi sono tre: suicidio nel parco, latitanza assistita, o una fusione di entrambe. Le perquisizioni sono già iniziate a Myrtleford e Bright. Il telefono satellitare trovato nel container è intestato a una società off-shore di Belize.

Il conto che resta: due bare e una nazione più dura

Il conto che resta: due bare e una nazione più dura

Il Victoria ha già annunciato revisione del protocollo di arresto per i «sovrani» e nuovi fondi per l’addestramento anti-imboscata. Il funerale di Thompson – ex artificiere con due figli – è stato celebrato con la banda della polizia che suona Io vi saluto; quello di De Waart-Hottart, appena promosso, ha riempito la cattedrale di Sale. I familiari di Freeman non hanno rilasciato dichiarazioni: la moglie è indagata per favoreggiamento, i figli minori affidati ai servizi sociali.

Mount Buffalo oggi è di nuovo aperto ai turisti. Sul sentiero che porta al panorama del Cathedral, qualcuno ha appeso un cartello artigianale: «Qui non regnano sovrani, solo silenzio». È il silenzio di chi ha capito che la legge, alla fine, non è un optional. È un muro contro cui può schiantarti anche se credi di volare.