La guerra del mozambique: un odio che non muore
La cicatrice profonda di una guerra civile che ha segnato un’intera nazione: il Mozambique, tra il 1977 e il 1992, ha lasciato un’eredità di traumi ancora palpabili. Il film di Inadelso Cossa, ‘Le Notte Profumano Ancora di Polvere da Fuoco’, non è un’analisi storica, ma un’immersione angosciante nel subconscio collettivo.

Un’eredità di memoria inaffidabile
Cossa ripercorre la sua Storia familiare, tornando nel villaggio natale, intervistando la nonna la cui memoria, ormai labile, increspa la realtà e l’immaginazione. Un gioco pericoloso tra verità e finzione, reso visivamente potente dalla cinematografia evocativa, dove l’oscurità avvolge ogni scena, creando un’atmosfera inquietante e sospesa.
Le sequenze notturne, con i fienili di legno, i campi incolti e persino la nonna, avvolti in un manto di tenebra, suggeriscono un’apparente calma, ma celano fantasmi del passato. La regista osa giocare con la percezione, sfumando i confini tra realtà e ricordo.
Ma l’autenticità del dolore è amplificata dalle voci di testimoni diretti: Macuacua e Zalina, una coppia anziana, si scambiano litigi e malintesi, un microcosmo di rancore che si dipana in un’atmosfera densa di tensione. Macuacua, ex combattente, oggi ridotto alla povertà, offre un’immagine straziante: solleva un ramo d’albero, assomigliante a un fucile, e ricrea, con una fredda e innaturale indifferenza, il percorso di una pattuglia giovanile. È in quel gesto, in quella perfetta riproduzione muscolare, che la Storia si rivela, trascendendo il tempo lineare e diventando un’eco persistente.
Cossa privilegia, quindi, forme di documentazione non convenzionali: monologhi, canti, rievocazioni. Un approccio che, pur riflettendo la fragilità della memoria, rende il film a tratti difficile da seguire. Eppure, tra questi flussi di testimonianze orali, emergono sentimenti veri, un intreccio di dolore e speranza. Non si tratta di semplici fatti e cifre, ma di emozioni che si fondono e si confondono.
Il film si apre e si chiude con immagini d’archivio, ma la vera forza risiede nella capacità di Cossa di catturare l’essenza del trauma, attraverso gesti, sguardi, frammenti di memoria. Un’opera potente e disturbante, che ci ricorda, con amarezza, che alcuni feriti non guariscono mai.
‘Le Notte Profumano Ancora di Polvere da Fuoco’ è in programmazione dal 1 Maggio presso True Story.”n