Sunat, shock: scadenza sire anticipata e rischio sanzioni
La Superintendencia Nazionale delle Dogane e delle Accise (SUNAT) ha deciso una mossa drastica: l’obbligo di utilizzare il Sistema Integrato di Registri Elettronici (SIRE) per nuove imprese e per chi lascia il vecchio registro, inizierà immediatamente. Un cambio radicale che innervosisce i contribuenti.
Scadenza ridotta a un mese, ma senza sanzioni: un’arma a doppio taglio
A partire dal 1° giugno 2026, tutti i nuovi iscritti al Régimen MYPE Tributario, Régimen Speciale o Régimen Generale dell’Imposta sul Reddito, e chiusura del Nuovo RUS, saranno obbligati a emettere fatture elettroniche e a gestire la contabilità tramite SIRE. Un’accelerazione inaspettata che suscita timori e incertezze.
Ma la SUNAT, con un’inattesa concessione, ha previsto una finestra di grazia: fino al 30 giugno non verranno applicate sanzioni amministrative per errori, omissioni o ritardi nell’adozione del sistema. Una misura che, a prima vista, sembra un gesto di comprensione, ma che, secondo alcuni esperti, nasconde fragilità strutturali.

Il sire: più di un semplice software
Il SIRE non è solo un programma informatico, ma una piattaforma digitale rivoluzionaria. Sostituisce i vecchi registri cartacei o elettronici, semplificando il processo di compliance fiscale, tracciando le operazioni e facilitando il controllo da parte della SUNAT. Un obiettivo ambizioso, ma finora ostacolato da problemi tecnici e operativi.
La complessità della transizione, le molteplici proroghe concesse ai principali contribuenti e le difficoltà incontrate dalla stessa amministrazione tributaria hanno rallentato l’implementazione. Ora, con questa nuova normativa, la SUNAT punta a una digitalizzazione immediata, ma la strada resta ancora lunga e costellata di potenziali insidie. E qui entra in gioco il timore diffuso: l’estensione del periodo senza sanzioni potrebbe incentivare comportamenti informali e creare un’ulteriore dose di disordine nel sistema.

Inurritegui: “un’illusione di flessibilità”
Il tributarista Rafo Inurritegui non è dello stesso parere. “Questa proroga non è una vera e propria flessibilizzazione,” afferma con forza. “È una dimostrazione della fragilità del SIRE e della crescente dipendenza della SUNAT dalla propria discrezionalità. La sanzione rimane ‘in pausa’, pronta a riattivarsi non appena i contribuenti non si adegueranno alle nuove regole. Un messaggio contraddittorio che rischia di generare incertezza e spingere molti a evitare il sistema.”
La SUNAT, tuttavia, insiste: l'obiettivo primario è accompagnare i contribuenti in questa fase di transizione, consolidando la digitalizzazione e il controllo fiscale, senza pressioni eccessive. Un approccio pragmatico, ma che non può ignorare le preoccupazioni sollevate dagli esperti.
In definitiva, l'accelerazione imposta dalla SUNAT rappresenta una sfida importante per le imprese e le persone fisiche. La chiave del successo risiederà nella capacità di adattamento, nella trasparenza e nel corretto utilizzo del nuovo sistema. Un'occasione per semplificare la vita, ma anche un rischio concreto per chi non si impegna a fondo. La partita è aperta.
