Il tuo telefono brucia i dati e si surriscalda? è già sotto attacco
Il telefono ti si scalda in tasca mentre guardi una storia su Instagram? Le app si aprono con il rallentatore di un vecchio VHS? Non è colpa dell’aggiornamento. È il malware che sta già spremendo la tua batteria, i tuoi contatti e il tuo conto in banca. E la maggior parte degli utenti se ne accorge solo quando la fila alla posta si blocca perché il loro credito è evaporato.
Secondo l’ultimo report di McAfee, nel 2024 i virus per dispositivi mobili sono cresciuti del 32% rispetto al 2023. Un cifra che fa rabbrividire se si pensa che ogni italiano tiene in media 78 app, di cui almeno 12 hanno accesso diretto a dati bancari. Il problema? Il 63% degli utenti non sa nemmeno dove guardare per capire se è già stato infettato.
Il telefono è lento? potrebbe essere un virus, non la ram
Il primo campanello d’allarme è il calore. Un iPhone o un Android non devono mai superare i 38°C in standby. Se lo fai riposare sul tavolo e dopo dieci minuti è ancora tiepido, qualcosa nel kernel sta lavorando per conto tuo. Magari sta minando criptovalute, magari sta inviando la tua rubrica a un server in Moldavia. Il risultato è lo stesso: la batteria si svuota come un secchio con un buco.
Il secondo segnale è la lentezza impercettibile che diventa insopportabile. Le transizioni rallentano, la tastiera si blocca, WhatsApp impiega tre secondi a aprirsi. Non è obsolescenza programmata: è il payload che occupa il 40% della CPU. E se apri la lista delle app attive e trovi processi con nomi tipo com.google.service.backup che non ricordi di aver installato, è già tardi per il backup.

Conversazioni che non hai mai fatto e adulti che compaiono da soli
Il terzo campanello è la pubblicità che si materializza anche nella schermata di blocco. Non è solo fastidio: è il cosiddetto adware clickjacking, una variante che registra ogni tocco per replicare pagamenti in-app. A ottobre una famiglia di Verona ha scoperto 1.870€ di addebiti su Google Play per gemme di un gioco che la figlia di nove anni «non ha mai aperto». Le transazioni erano partite alle 3:14 di notte, mentre il telefono era sul comodino.
Quarto segnale: i tuoi contatti ricevono link strani dal tuo numero. Il malware FluBot è ancora vivo e vegeta in Italia: si propaga via SMS con messaggi tipo «Hai un pacco in sospeso, clicca qui». Una volta aperto, il link scarica un’app fasulla che a sua volta invia lo stesso SMS a tutta la rubrica. In 48 ore un solo dispositivo può infettare 300 altri. E il costo degli SMS? Te lo addebita l’operatore, non il criminale.
Come disinfettare il telefono senza perdere le foto del matrimonio
La buona notizia è che c’è una via di uscita, ma richiede fredda determinazione. Primo passo: disattiva subito i permessi di accessibilità a qualsiasi app che non sia un assistente ufficiale. Secondo: entra in Impostazioni>Batteria> Utilizzo batteria e cerca app che consumano più del 15% senza motivo. Terzo: installa Malwarebytes o Bitdefender Mobile Security, gli unici che nel 2024 hanno rilevato il 99,7% dei campioni zero-day.
Se il virus persiste, l’unica soluzione è il reset di fabbrica. Ma prima salva le foto su un PC e verifica che l’MTP (trasferimento media) non sia compromesso: alcuni trojan infettano anche i file JPEG. Una volta ripristinato, cambia tutte le password da un altro dispositivo pulito. E attiva l’autenticazione a due fattori con un’app di auth come Authy, non con SMS: il numero potrebbe essere già clonato.
Il malware mobile non è più un problema da nerd: è il nuovo scasso condominiale. E come per le serrature, la sicurezza costa meno del danno. Bastano 10 minuti al mese per controllare i permessi e 30 euro l’anno per un antivirus serio. Il costo medio di un furto d’identità via telefono in Italia? 1.340€. La scelta, come sempre, è solo tua.