Starlink cambia i nomi: cosa nasconde la nuova standard 4

SpaceX ha appena spostato i pezzi sulla scacchiera. L’antenna “standard” di Starlink non esiste più: ora si chiama Standard 4 e arriva in due confezioni, Standard 4 e Standard 4 X, che promettono 100 o 200 Mbps, ma nascondono un trucco di maglia contabile più che tecnologico.

Il trucco sta nel router, non nell’antenna

Guarda bene: l’hardware non è cambiato. La parabola è la stessa versione 4 già in orbita da mesi. SpaceX ha solo cucito i piani tariffari al pacco che trovi in scatola. Se scegli la versione “base” ti arriva il Router Mini, quel cubo bianco da 8 watt che fino a ieri era venduto come ripetitore mesh. Se invece firmi per 200 Mbps ti spedisce il Router 3, l’ex Gen 3, con tre bande Wi-Fi e due porte LAN. Il prezzo? In entrambi i casi solo noleggio, niente più acquisto. La società si tiene il tuo hardware in bilancio e tu paghi per sempre.

Il problema è il cavo. La Standard 4 include un alimentatore con doppia porta PoE: una per l’antenna, una per il Mini. Bello, compatto, ma chiuso. Gli ingegneri di rete lo hanno già soprannominato “ilPoE-trappola” perché usa un protocollo proprietario: prova a cambiare alimentatore e ti ritrovi offline. La 4 X, invece, separa nettamente i percorsi: alimentatore dedicato solo al Router 3 e antenna con il suo PoE. Costo di produzione più alto, ma per SpaceX è un modo per spingerti verso il piano più caro.

Congestione? ti costa 349 dollari anche se non compri

Congestione? ti costa 349 dollari anche se non compri

Vivi in California, in Lombardia o in qualche zona di grande afflusso? Prepare la carta di credito. Starlink sta applicando una tassa di ingresso da 349 $ per chi attiva Standard 4 X nelle celle congestionate. Non è un acquisto, è un extra una tantum: resta il noleggio, ma ti fanno pagare il privilegio di entrare. La mossa serve a tamponare la rete senza investire in nuovi satelliti: meglio disincentivare l’abbonato che lanciare un altro volo Falcon 9.

E il Mini gratuito? Esiste, ma solo se prendi il Residential Max: puoi aggiungerlo in mesh senza sovrapprezzo. È il classico upsell: una volta che il primo cubo è sul mobile, è facile farti desiderare il secondo per “coprire il giardino”.

Il segnale è lo stesso, cambia il marketing

Il segnale è lo stesso, cambia il marketing

In sostanza, SpaceX ha fatto pulizia di nomenclature per allineare i margini. Il Router Mini, nato come accessorio, diventa protagonista del pacchetto da 100 Mbps: consuma meno, costa meno, si spedisce in una scatola più piccola. Risparmio sui materiali, riduzione dei costi logistici, flussi di cassa più prevedibili. L’utente medio noterà solo il nome nuovo sulla carta di credito. Il tecnico noterà che non può più usare il suo alimentatore Ubiquiti. E l’investitore applaude: meno hardware in vendita, più ricorrente nel tempo.

Starlink non sta cambiando il cielo. Sta solo cambiando il modo di fatturarti ciò che già avevi. La prossima mossa? Scommetto che il Mini diventerà “Standard 5” e il Router 3 passerà a “Pro 1”. Non serve un nuovo satellite: basta una nuova etichetta.