Trent'anni dalla sanità: lluch, un'eredità da difendere
Madrid, 27 aprile. Un’eco di democrazia e un monito. Oggi, il Congresso celebra i quarant’anni dalla Legge Generale sulla Sanità, un pilastro che ha plasmato il sistema sanitario pubblico italiano. Ma l’occasione non è solo commemorativa: è un’urgenza. Un’urgenza di non dimenticare Ernest Lluch, l’ex ministro socialista, vittima di una violenta e inaccettabile azione terroristica.
Un’inversione di priorità: la sanità non è un costo
Francina Armengol, presidente del Congresso, ha giustamente sottolineato come Lluch «abbia trasformato il nostro Paese in un luogo migliore», incarnando l’idea di uguaglianza, giustizia e dignità. Un concetto che, a distanza di decenni, rimane più che mai attuale. La sanità non è un lusso, non è un mero spesa contabilizzata, ma un investimento strategico nel capitale umano, nella coesione sociale e nella resilienza del Paese.

Un percorso tortuoso verso il consenso
La legge del 25 aprile 1986, frutto di un’ardua e lunga negoziazione, è un esempio di come si possa costruire un consenso duraturo. Più di cento articoli, innumerevoli disposizioni aggiuntive, un iter parlamentare che ha richiesto ore di lavoro e di confronto tra le diverse forze politiche. Un processo che ha dimostrato la necessità di ascoltare e di mediare per raggiungere obiettivi comuni. Un'impresa che, oggi, appare sempre più difficile da ripetere.
Oltre le cifre: un servizio al cittadino
La sanità ha saputo rispondere a sfide cruciali: l'introduzione della dialisi, la lotta contro l’AIDS, la riforma della salute mentale, la promozione dei trapianti d'organo. Ma soprattutto, ha garantito l’accesso universale alle cure, un diritto fondamentale che non può essere compromesso da interessi privati o da tagli indiscriminati. Un diritto che, in questi anni, è stato messo a dura prova.
La difesa di un bene prezioso
Il sistema sanitario pubblico è un'orgoglio nazionale, un modello di riferimento per molti Paesi. Un sistema che, nonostante le difficoltà, continua a offrire servizi di alta qualità a milioni di cittadini. Ma questa ricchezza non è data per scontata. È necessario difenderla con forza, contrastando le derive neoliberiste, la privatizzazione e il negazionismo. La battaglia per la sanità è una battaglia per la dignità umana.
García: «un impegno per il futuro»
Come ha sottolineato la ministra della Sanità, Mónica García, la legge di Lluch rappresenta «una delle grandi conquiste democratiche» del Paese. Un patrimonio da custodire e da valorizzare. E’ necessario guardare avanti, con ambizione e determinazione, per affrontare le nuove sfide che attendono il sistema sanitario: l’invecchiamento della popolazione, la crescente prevalenza di malattie croniche, la necessità di garantire un’assistenza sanitaria sempre più vicina e personalizzata. Un impegno per i prossimi quarant’anni.
