Una bambina di 5 anni in ospedale: l’uomo che l’ha investita aveva 5 volte l’alcol consentito
È ancora in terapia pediatrica al Notti di Mendoza la bimba travolta sabato sera a Godoy Cruz. Aveva appena attraversato la calle El Salvador quando un Volkswagen Gol le è piombato addosso a 50 km/h. Il conducente, 44 anni, ha continuato a guidare come nulla fosse. Il test etilometrico ha consegnato un numero che fa gelare: 2,45 g/l, quasi cinque volte il limite consentito.
Lo scenario è Los Barrancos 2, un quartiere popolare dove il rumore dei motori copre ogni altro suono. Qui le famiglie fanno outing notturno sui marciapiedi stretti, e i bambini corrono tra le panchine. Quella sera c’erano anche A.B. – le iniziali dell’autista – e il suo alito che sapeva di fernet. Dopo l’investione la 5enne è volata per tre metri, atterrando con la testa prima. Il fratello maggiore, 14 anni, ha riportato escoriazioni ma è riuscito a rialzarsi. Lei no.
Il protocollo che nessuno ha fermato
La Comisaría 50 è a cinque isolati, ma ci sono voluti otto minuti perché arrivasse la prima pattuglia. Intanto il traffico ha continuato a scorrere, incurante. I paramedici del SEC hanno trovato la piccola cianotica: trauma cranico chiuso, frattura sospesa al femore, contusioni multiple. L’adolescente è stato trasportato dai genitori in un centro privato; per fortuna, solo punti di sutura e TAC negativa.
Il veicolo è stato sequestrato sul posto. L’uomo è stato trasladato in caserma e formalmente imputato per l’art. 667-bis del codice contravvenzionale mendocino, che prevede la reclusione fino a 6 anni quando l’alcol supera 1,5 g/l. Il giudice di turno ha decretato la prigionia preventiva, ma la difesa già annuncia «errori procedurali» sul prelievo del sangue.
La provincia ha un limite tollerante di 0,5 g/l per automobilisti, 0,2 per motociclisti, zero per chi trasporta merci o passeggeri. Eppure, nel 2023, il 38 % degli incidenti mortali ha coinvolto conducenti ubriachi. A Mendoza la multa media è di 1.300 pesos – poco più di un stipendio minimo – e la revoca della patenta arriva solo al secondo eccesso. «È un biglietto da visita, non una punizione», tuonano le associazioni.

Il sabato che si ripete ogni settimana
Due giorni prima, nella zona di Guaymallén, un Renault Mégane ha falciato tre auto in sosta e una camionetta della polizia, capovolgendosi. L’alcol test ha registrato 2,6 g/l. Nessun morto, ma il pattern è identico: velocità, fuga, alcol da record. Il sindaco de Godoy Cruz, Tadeo García Zalazar, ha promesso «corsie preferenziali per i controlli» e l’installazione di autovelox mobili nelle arterie del oeste metropolitano. Le famiglie, intanto, organizzano turni di guardia civica.
Al Notti la bambina respira con l’aiuto di un ossigenatore. I medici dicono che il peggio è passato, ma il rischio di danni neurologici resta. I genitori non lasciano il reparto. Hanno portato il suo peluche preferito, una renna di stoffa che ora giace sul termosifere. «No queremos que esto le pase a otra familia», ripetono a chiunque passi. Fuori, l’indagine arranca: servono testimoni, ma la strada era buia e molti tacciono per paura di ritorsioni. Il prossimo passo sarà la perizia sul tasso alcolemico: se confermerà il dato, l’accusa passerà da «lesioni gravissime» a «tentato omicidio stradale», con pene che salgono a 10 anni.
Mendoza ha già 187 vittime da inizio anno. Di queste, 43 erano minori. La cifra parla da sola: ogni tre giorni un bambino finisce sotto le ruote di chi ha bevuto. E il sabato, per le strade di Los Barrancos, torna a puzzare di fernet e sirene.
