Valencia: la oficina, stella michelin per un angolo di argentina

Un nome, La Oficina, che ricorda un bar di quartiere, un ritrovo senza pretese. Invece, dietro a quel nome si cela un'esperienza gastronomica che ha conquistato la guida Michelin, portando un tocco di Buenos Aires nel cuore di Valencia. Un successo che, però, affonda le sue radici in una storia ben più lunga e in un’ambizione che ha saputo mescolare tradizione e innovazione.

Dalle ceneri di un bar storico, una nuova stella

La storia di La Oficina è in realtà quella di un’evoluzione. Il locale, situato all'incrocio tra Matías Perelló e Duque de Calabria, ha sempre ospitato un bar dallo stesso nome, frequentato da famiglie valenciane. La pandemia ha segnato la fine di quell'era, ma ha aperto la strada a un nuovo capitolo. I proprietari, consiglitati da Germán Carrizo e Carito Lourenço, due nomi già noti nel panorama gastronomico valenciano, hanno ceduto il locale alla coppia di chef argentini, che hanno saputo preservare l'anima del vecchio bar, trasformandolo in un laboratorio culinario d'avanguardia.

Carito Lourenço, con la sua contagiosa energia, descrive l'obiettivo raggiunto: “Volevamo creare un luogo dove la gente si sentisse come in un ristorante stellato, ma con un’atmosfera più rilassata. Un equilibrio che, raggiunto in tempi brevi, ha reso l'intero team, giovane e appassionato, particolarmente orgoglioso.”

Il tandem gastronómico e la conquista della scena

Il tandem gastronómico e la conquista della scena

Germán e Carito non sono nuovi alle soddisfazioni. Precedentemente al loro progetto Fierro, già stellato, hanno collaborato come “braccia esecutive” alla conquista della prima stella per il ristorante El Poblet di Quique Dacosta. La loro esperienza ha poi portato alla creazione del Tandem Gastronómico, una consulenza che ha visto la nascita di altri due locali informali, Doña Petrona e Bar Maipi. È innegabile che questi argentini abbiano contribuito significativamente a elevare la cucina valenciana a livelli internazionali.

Con La Oficina, hanno voluto creare un “laboratorio gastronomico”, un luogo dove sperimentare e recuperare ricette che non trovano spazio nel più formale Fierro. “Volevamo che fosse un posto dove si mangia divertendosi, senza compromettere la qualità degli ingredienti o la cura nella preparazione”, spiega Carito.

Brasa, fuoco e sapori argentini rivisitati

Brasa, fuoco e sapori argentini rivisitati

La cucina de La Oficina ruota attorno alla brasa, ma non si limita a carni e pesce alla griglia. “Utilizziamo diversi metodi di cottura a brasa – il Josper, la parrilla aperta con brasa vulcanica e il Kamado – per offrire una varietà di sapori e consistenze, sempre con quel tocco affumicato che ci contraddistingue”, racconta Carito. Il menu è un viaggio tra piatti da condividere, carni e pescati maturate, e creazioni sorprendenti come la lasagna fritta ripiena di asado argentino o il gofre con gamberi bianchi e limone.

Particolare attenzione è dedicata anche ai dolci, interamente curati da Carito, che propone interpretazioni originali di classici come il red velvet o la torrijas, una specialità pasquale rivisitata con latte di pecora affumicato e dulce de leche. “I dessert sono importanti tanto quanto qualsiasi altro piatto”, sottolinea Carito, descrivendo la sua torrijas come “una lamina sottile di pane brioche imbevuta di latte di pecora e caramellata con burro di arachidi, accompagnata da gelato di latte di pecora affumicato. Un omaggio al nostro concept.”

A completare l'esperienza, una carta dei cocktail studiata dal rinomato barman Iván Talens e una cantina ben fornita, con menù degustazione che spaziano dai 45 ai 65 euro. La Oficina non è solo un ristorante, ma un'esperienza che celebra la cultura argentina e la creatività culinaria valenciana, sapientemente fuse in un connubio inaspettato e di grande successo.