Ireland-north macedonia, il match che nessuno vuole: biglietti a 175€ e stadio mezzo vuoto
Dublin, martedì sera. L'Aviva Stadium può contenere 51.711 persone. Ne arriveranno forse 700. Il resto è silenzio, biglietti straripati su Ticketmaster a 172,50€ più 2,95€ di commissione, e la sensazione che qualcuno a Fifa abbia premuto il pulsante sbagliato. Irlanda-Macedonia del Nord non è una partita: è un ripiego con luce e pubblico.
La sfida che nessuno ha chiesto
Lo scenario è noto: giovedì scorso entrambe le squadre sono uscite dalle semifinali dei playoff mondiali. Invece di tornarsene a casa, le regole impongono un confronto di consolazione. Il premio? Nessuno. Solo il diritto a dire «ci abbiamo provato» fino al 2030. È come organizzare una festa di addio per un amico che non parte.
Il tecnico macedono Goce Sedloski atterrerà a Dublino dopo 3.067 km di volo. I suoi giocatori, reduce da un'eliminazione che brucia ancora, scendero in campo con l'aria di chi deve fare la fila all'ufficio postale. Dall'altra parte, l'Irlanda di Heimir Hallgrímsson, ancora sporca di delusione, si aggrappa a un unico motivo per non fingere un'improvvisa epidemia di gastroenterite: il capitano Seamus Coleman potrebbe salutare i tifosi dopo 69 presenze. Un'uscita di scena così silenziosa da far sembrare il terzo posto del Mondiale un evento da Grammy.

Perché andare lo stesso
Il primo motivo è semplice: solidarietà. Quando hai tifato per una squadra nei giorni buoni, non può mollare nei brutti. Altrimenti è come promettere amore eterno e poi sparire alla prima discussione sul telecomando. Il secondo motivo è Coleman: se questo è davvero il suo addio, merità un applauso che non sia quello di 700 anime sparse. Il terzo motivo è che, in fondo, il martedì sera a Dublino cos'altro fai? Guardare un'altra puntata di un reality o sentire il rantolo di un pallone che rotola in una cattedrale vuota?
La verità è che il calcio, anche quando non premia, resta l'unico posto dove puoi urlare senza spiegare perché. E se l'Aviva sarà mezzo vuoto, quei pochi che ci saranno avranno il privilegio di urlare per due. Per tutti quelli che hanno preferito rivendere. Per tutti quelli che hanno scelto il divano. Per tutti quelli che, davvero, non hanno capito che a volte il peggior match è anche l'unico che resta per dire: «Io c'ero».