Wife (36) abused to death in refugee home after 10 years in prison

Il tribunale regionale di Amburgo ha condannato un uomo a dieci anni e sei mesi di carcere per lesioni personali intenzionali e lesioni personali con conseguente morte della moglie. La corte ha ritenuto che l'uomo, un rifugiato ucraino residente ad Amburgo, aveva ripetutamente picchiato la moglie nel corso di diversi mesi, portandola alla morte. La donna aveva cercato di coprire le ferite con trucco e occhiali da sole, ma alla fine ha ceduto agli abusi. I testimoni l'hanno descritta come l'ombra di se stessa, indicando la gravità degli abusi subiti.

La corte ha appreso che la vittima era fuggita dalla guerra in Ucraina e aveva problemi di alcol, che in precedenza era riuscita a controllare. Tuttavia, gli abusi subiti l'hanno portata di nuovo a bere molto in Germania, come modo per affrontare il trauma. L'imputato ha negato le accuse e ha affermato di aver amato la moglie, nonostante le prove evidenti degli abusi subiti. Il suo avvocato ha sostenuto di aver valutato male la situazione e di non averle fornito assistenza medica tempestiva.

Il caso evidenzia l’impatto devastante della violenza domestica e l’importanza di ritenere i perpetratori responsabili delle loro azioni. La tragica morte della vittima ricorda l'urgente necessità di affrontare e prevenire la violenza domestica in tutte le sue forme.

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